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Premio Speciale, ultima sfida tra teatro e cucina d’epoca

Nocera Umbra – Il centro storico di Nocera si è ormai trasformato in un teatro vivente. Da giovedì la sfida tra gialloblu e rossoverdi si è fatta ancora più accesa e interessante, spostandosi dai cortei storici alle rappresentazioni animate fino alla cucina d’epoca. Dopo la performance di Borgo San Martino, venerdì 10 agosto tocca a Porta Santa Croce presentare l’inedito lavoro dei contradaioli che nella parte sinistra del centro storico allestiranno le loro animazioni teatrali. E mentre i visitatori saranno impegnati a seguire le animazioni teatrali lungo le vie e i vicoli del centro storico, la giuria speciale del Palio, che avrà il compito di assegnare il Premio Speciale, parteciperà anche alla seconda delle esclusive cene d’epoca approntate dai quartieri con piatti preparati secondo gli antichi ricettari e le tradizioni dei periodi storici, illustrati e serviti in suggestivi ambienti fedelmente riprodotti. “Giustizia è fatta” è stato il tema proposto quest’anno da Borgo San Martino per il corteo storico (martedì 7 agosto).

La giovane Ginevra viene condotta nel monastero di Montefalco per preservare la sua virtù, ma l’amato e innamorato Baldino non si rassegna e progetta il suo rapimento, mentre arriva al convento il nuovo confessore, Pietro Monalducci, canonico di Nocera. Quando Baldino entra con i suoi amici nel convento per rapire la fanciulla, la scopre ormai esanime. Delitti efferati si compivano in quegli anni, e tanto più efferati erano i reati sessuali. Il canonico colpevole fugge e Baldino viene catturato, torturato e condannato, per il grave reato che gli viene attribuito, alla pena di morte per decapitazione. E siccome quel giorno il boia ufficiale viene trattenuto per un contrattempo ad Arezzo, il giudice nocerino nomina come nuovo boia il macellaio della città, che riceverà in cambio la possibilità di esercitare l’attività di taverniere e di gestire il lupanare. L’esecuzione ha così luogo nel tempo stabilito.

Giustizia sembra esser stata fatta, quando giunge la notizia che Pietro Monalducci è stato catturato a Montefalco e tra i reati di lussuria ha confessato anche l’uccisione di Ginevra. A Nocera è stato dunque giustiziato un’innocente e la festa si trasforma in tragedia. Un mesto funerale esce dalla città, per dire addio a Baldino, un giovane innamorato, incriminato e condannato di un delitto non suo, che con la sua morte ha costituito la fortuna di un macellaio, boia per necessità, e tenutario di taverne e bordelli per premio. Il corteo storico di Porta Santa Croce ha invece presentato (mercoledì 8 agosto) una carrellata di donne che hanno caratterizzato la storia di Nocera Umbra nel secolo compreso tra il 1820 e il 1920. La prima figura presentata dal corteo storico è quella di suor Agnese del Crocifisso, al secolo Teresa Steiner, grande mistica del Tirolo Bavarese venuta a Nocera Umbra nel 1845. Il vescovo di allora, Monsignor Piervissani, venuto a conoscenza delle sue doti sante, la inviterà a Nocera Umbra come abbadessa nel monastero di S. Giovanni, dove tutt’ora è sepolta.

Fu lei che con convinzione, e dopo due lunghe udienze private dal Papa, riuscì a far modificare l’antica regola di S. Chiara. La protagonista della seconda storia è invece Teresa Bucchi, moglie del noto brigante nocerino Nazareno Guglielmi, detto Cinicchia, e protagonista di una vicenda particolare dell’epoca postunitaria, contrassegnata dal brigantaggio in numerose zone d’Italia. La donna tradiva il marito con il fratello Domenico, ma la passione tra i due era destinata a finire nel sangue.Scoperto il tradimento Cinicchia andò uccise il fratello con una pugnalata al cuore. La moglie chiese il perdono, ma il brigante, offeso, la legò ad un palo e la lasciò legata tre giorni con i capelli tagliati. Gli uomini, anche a Nocera, sono tutti in guerra per la chiamata alle armi durante il primo conflitto mondiale e in città, come nel resto d’Italia, le donne rimangono sole divenendo protagoniste assolute della loro esistenza. Accudiranno vecchi e bambini, animali e terreni, faranno i mestieri dei mariti. La gioia tornerà solo alla fine della guerra insieme ai soldati superstiti. Proprio per suggellare questo momento arriva in città il carro degli attori del “Teatro di Varietà”, che richiama il Burlesque tanto in voga nel resto d’Europa. Tutte le sere, intanto, le taverne dei due quartieri continuano a fare il pienone, con piatti genuini della tradizione umbro-nocerina, caratterizzati da sapori e piatti tipici dei due periodi rappresentati: il Medioevo e il secolo a cavallo tra ‘800 e ‘900.