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Marino Bartoletti

Marino Bartoletti
è uno dei più noti e apprezzati giornalisti sportivi italiani.
Profondo e ironico, colto e sferzante, appassionato e sincero.
É praticamente impossibile riassumere la sua carriera che vale, da sola, almeno dieci vite professionali.

Dai libri “Bar Toletti – Così ho sfidato Facebook” e “Bar Toletti 2 – Così ho digerito Facebook” nasce il tour “Ci vediamo al Bar Toletti”.
In ogni incontro, come in tv e nei suoi libri, Marino Bartoletti amalgama i protagonisti dei suoi racconti con sapienza e umanità, in un meraviglioso mix di uomini e di sentimenti. A volte Bartoletti sbalordisce per la passione dei suoi racconti, a volte per l’ampiezza della conoscenza, ma a volte anche per la tenerezza con cui sa declinare persino gli argomenti apparentemente più aspri.

Già è riduttivo definirlo giornalista “sportivo”, anche se dieci campionati del mondo di calcio seguiti dal vivo, dieci Olimpiadi, centinaia di gran premi di auto e di moto, decine di edizioni del Giro d’Italia, la direzione del “Guerin Sportivo”, la fondazione di “Calcio 2000”, la direzione sia della Testata sportiva di Mediaset che di quella della Rai, la direzione scientifica dell’ Enciclopedia Treccani dello Sport, la conduzione della “Domenica Sportiva”, del “Processo del Lunedì”, di “Pressing”, l’ideazione di “Quelli che il Calcio” farebbero propendere per questa definizione.
Ma come la mettiamo con la musica?
Provate a fargli una domanda su Sanremo, di cui è forse il più apprezzato “storico” italiano e di cui è stato negli anni opinionista, giurato e persino selezionatore delle canzoni in gara. “Però non aprirò mai una pagina Facebook” aveva sentenziato fino a due anni fa! Infatti… E aveva anche aggiunto che non avrebbe “mai scritto un libro” in vita sua. Per una strana legge del contrappasso, da un anno è Presidente della Commissione che assegna il Premio Lette- rario CONI per lo Sport. Gente strana i romagnoli.
É laureato in giurisprudenza con una profetica tesi sulla “Respon- sabilità penale del direttore di giornale”. Ha sempre detto che non avrebbe mai usato quella laurea.
Almeno in questo è stato di parola.