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Inaugurata la sala ibrida dell’ospedale di Terni, c’era Dal Maso

All’ospedale di Terni la sala ibrida è finalmente realtà e il 25 giugno, nel suo primo giorno di attività, è stata ufficialmente inaugurata alla presenza del presidente della Regione Umbria , dell’assessore alla sanità e del commissario straordinario Maurizio Dal Maso, dopo che il dottor Fiore Ferilli aveva eseguito i primi due interventi per aneurisma dell’aorta addominale e toracica.

Quella di Terni è una delle 20 più moderne e funzionali sale operatorie italiane che ha richiamato l’attenzione e ha fisicamente riunito a Terni, anche pochi mesi fa, un pool di esperti del settore provenienti da tutta Italia, consapevoli dei nuovi importanti scenari che questo traguardo tecnologico apre alla chirurgia di alta specialità per il trattamento di casi complessi che interessano chirurgia vascolare e cardiochirurgia, radiologia interventistica e neuro-angioradiologia, neurochirurgia, ortopedia, urologia e chirurgia toracica.

Il vero punto di forza, che la rende al momento unica rispetto quelle finora esistenti in Italia, è che dispone in due sale adiacenti di due identici angiografi con possibilità di uso differenziato (vascolare e neuroradiologico), che sfruttano vicinanza di spazi, tecnologia, consolle di comando e sala multimediale. L’investimento complessivo vale oltre 1,2 milioni di euro.

Un investimento di tale portata all’ospedale di Terni – ha spiegato il presidente della Regione – è giustificato dalla presenza di una rete di professionisti che già da anni si distinguono per la grande esperienza in tecniche chirurgiche innovative e nell’approccio multidisciplinare che, con l’ausilio di tecnologie avanzate, tra queste la robotica, hanno permesso di raggiungere punte di eccellenza nel campo della chirurgia specialistica.

Questo modello multidisciplinare, abbinato all’alta tecnologia, ha fatto sì che l’ospedale di Terni sia diventato un polo di attrazione anche per gli abitanti delle regioni limitrofe, con una mobilità extra regionale che supera stabilmente il 20-22 per cento dei pazienti e arriva fino al 30% nella specialità di chirurgia vascolare. Questi risultati, che confermano l’efficacia delle scelte fatte, rafforzano la convinzione che si dovrà continuare ad investire guardando al futuro e quindi all’innovazione e alla ricerca che, nel campo della sanità, sono fondamentali per garantire a tutti i cittadini cure appropriate”.

Tema ribadito in vari momenti anche dall’assessore Bartolini che ha aggiunto: “L’inaugurazione di oggi è importante nella misura in cui va a posizionare l’ospedale di Terni ai massimi livelli di competitività e ne aumenterà ulteriormente la capacità attrattiva. Contestualmente le indicazioni regionali sono quelle di potenziare gli ospedali del territorio in modo da ottimizzare l’alta specializzazione che rappresenta la vocazione dell’Azienda ospedaliera”.

“Si tratta di un traguardo molto importante, realizzato grazie a un finanziamento della Regione che ha creduto in questo progetto di cambiamento – ha voluto sottolineare il commissario straordinario Maurizio Dal Maso – ed è un nuovo esempio di come l’innovazione tecnologica in ambito sanitario possa non soltanto supportare in modo efficace i processi amministrativi ma anche trasformare in modo radicale i processi clinico-assistenziali. In particolare la sala ibrida proietta l’ospedale di Terni verso nuovi modelli di cura, sia perché è per definizione un sala multidisciplinare, sia perché richiede la capacità di trasformare le potenzialità del cambiamento tecnologico anche in termini organizzativi, a favore del miglioramento della efficienza del sistema sanitario, in una logica di sostenibilità e di costante miglioramento del livello di salute della popolazione”.

In un momento come questo, in cui è sempre più difficile conciliare, soprattutto in sanità, la necessità di operare tagli alla spesa pubblica con le innovazioni tecnologiche, quello che festeggia oggi la città di Terni – ha detto il dottor Fiore Ferilli, direttore della Chirurgia vascolare e responsabile del dipartimento cardio-toraco-vascolare di Terni – è un piccolo miracolo di provincia, che vede protagonisti la direzione aziendale, amministratori regionali e operatori sanitari lungimiranti che hanno condiviso insieme a me questo progetto così importante.

Questa sala operatoria e angiografica potrà consentire di effettuare interventi di chirurgia vascolare estremamente delicati per patologie dell’aorta toracica addominale e degli arti inferiori in maniera mininvasiva con estrema precisione ed in sicurezza per il paziente e gli operatori. Ma potrà essere utilizzata anche da altre specialità quali la cardiochirurgia, in particolare per le sostituzioni valvolari, l’emodinamica per procedure complesse, la neurochirurgia, la radiologia interventistica, l’ortopedia per le protesizzazioni di alta precisione, e tutte le metodiche che vengono eseguite mediante navigazione all’interno dei vasi”.