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Epatite C: nuove terapie, disponibilità e accesso alle cure

Se ne parla il 20 maggio nella sala conferenze dell’ospedale Terni in un convegno aperto a tutti, con autorevoli professionisti ed esperti a livello mondiale

Nuove terapie per curare l’epatite C, un virus che può causare un danno progressivo fino alla cirrosi epatica con varie complicanze compreso l’epatocarcinoma,disponibilità e accesso alle nuove cure. Di questo si parlerà il 20 maggio (dalle ore 8,30) nella sala conferenze dell’ospedale di Terni, nel convegno “Epatite C: un futuro senza malattia e sostenibile”, patrocinato dall’Azienda Ospedaliera di Terni, dall’Università degli studi di Perugia e da Cittadinanzattiva, con responsabile scientifico il direttore della struttura di Epatologia e Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliera di Terni Mariano Quartini.

Dopo oltre un decennio in cui l’unica terapia disponibile era quella basata sulla duplice terapia interferone  e ribavirina, in questi anni si sta assistendo ad una vera e propria rivoluzione per la cura di questa patologia con nuove molecole in grado di negativizzare la viremia senza l’utilizzo dell’interferone  e della ribavirina. La durata della terapia che si riduce a 3-6 mesi contro i 6-12 mesi dei precedenti trattamenti, l’efficacia nella eliminazione del virus in circa il 90% dei casi, il fatto che si tratta di farmaci orali e soprattutto l’assenza di interferone e degli effetti collaterali connessi hanno reso queste terapie sempre più praticabili per tutti i pazienti affetti da Epatite C anche con forme avanzate di cirrosi e co-morbilità. Queste terapie, se da un lato possono rappresentano un’opzione terapeutica importante,  comportano un impatto significativo in termini di costi per la spesa sanitaria nazionale, e rappresentano comunque un notevole investimento proiettato nel futuro.

All’inizio è stato necessario individuare tra tutti i pazienti quelli da trattare a maggior rischio per gravità di malattia, ma prossimamente sarà necessario prevedere l’indicazione a trattare non solo i pazienti con danno  avanzato, ma anche i pazienti  con danno epatico meno grave. In Umbria è stato stimato che ci siano circa 9mila persone con infezione da HCV, mentre circa 3mila siano quelle con evidenza di patologia secondo le esenzioni ticket e circa 500 sono i pazienti con danno più avanzato trattati, o in corso di trattamento, con i nuovi farmaci secondo le indicazioni ministeriali.

Parteciperanno al convegno il professor Mario Rizzetto di Torino, uno dei massimi esperti mondiali sulla cura dell’epatite C, il professor Saverio Mennini di Roma, esperto  di farmacoeconomia in questa malattia, e la dottoressa Carla Mariotti in rappresentanza di Cittadinanzattiva. Successivamente si svolgerà una tavola rotonda sulla disponibilità e l’accesso alle nuove cure con gli specialisti epatologi e infettivologi dell’Umbria. La partecipazione al convegno è aperta a tutti, non solo ai medici.

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